2019 -2018 varie nei dintorni del Locarnese

PUC-Piano di Magadino

il Gran Consiglio segua la sua Commissione

di Pierluigi Zanchi, consigliere comunale Locarno (13.01.2019)

L’annosa questione sull’abusività della lavorazione degli scarti da giardino che voleva essere risolta con una infelice proposta governativa, ha ricevuto (giustamente) il parere negativo della maggioranza commissionale.

Ora starà al GC, si spera, dire l’ultima e definitiva parola, sullo stralcio o meno del messaggio governativo in merito alla variante del PUC Piano di Magadino.

 

Il movimento ecologista si è sempre opposto a soluzioni che sacrificassero inutilmente territorio agricolo; a maggior ragione se pregiato. A questo proposito ricordo l’atto parlamentare del deputato Andrea Zanini del ottobre scorso in merito al conteggio delle zone SAC (le migliori che abbiamo per la nostra sovranità alimentare), e per le quali Comuni e Cantone non hanno ancora fatto i compiti richiesti dalla Confederazione ben 10 anni fa (!!!). Queste indispensabili superfici agricole ticinesi rappresentano meno del 4% di tutto il territorio agricolo cantonale, essendo esso formato per circa il 70% da alpeggi, sui quali è evidentemente impossibile seminare cereali, patate, verdure e soia.

Posso capire che non sia facile, in questo frangente, per i deputati leghisti andar contro la soluzione pensata dai funzionari del DT condotto dal Ministro  Zali. Ma credo sarebbe giusto e coraggioso essere tutti assieme concordanti almeno su 5 aspetti, indipendentemente dall’appartenenza politica:

a)      rispettare la volontà espressa dell’88% dei ticinesi sulla sovranità alimentare (leggi anche sicurezza alimentare);

b)      preservare quel poco che resta di terreni agricoli, soprattutto ora che la richiesta di prodotti regionali è in aumento e permette di sviluppare e mantenere posti di lavoro locali;

c)      inutile sperperare ben 1 milione di franchi di fondi pubblici per una modifica pianificatoria che va contro il progetto del Parco del Piano di Magadino approvato dallo stesso GC; meglio se questi soldi venissero utilizzati per implementare le attività del Parco;

d)      vi sono soluzioni meno costose in termini ambientali (energia, trasporti, ecc.) le quali valorizzano degli scarti invece che farli diventare un costo di smaltimento per le tasche dei cittadini;

e)      infine si eviterebbe una soluzione che appare ampiamente come una concorrenza sleale verso altre ditte che si occupano della lavorazione degli scarti verdi le quali rispettando le normative pianificatorie di una lavorazione a tutti gli effetti industriale inconciliabile in zona agricola.

 

Per questi motivi speriamo che il Gran Consiglio tutto, segua le raccomandazioni del rapporto commissionale firmato qualche giorno fa.

 

Per i Verdi del locarnese

Pierluigi Zanchi, consigliere comunale Locarno.

 

 

La Commissione speciale per la pianificazione del territorio sottolinea l'illegalità della situazione e della decisione di spostare la Compodino al Pizzante.

Nel 2015 Verdi del Locarnese hanno interpellato il Municipio a proposito dell’insediamento illegale della Compodino in zona agricola, mentre dovrebbe stare in zona industriale e la ventilata proposta di spostare la ditta in Zona Pizzante (zona SAC)  per ripristinare “la legalità”.

 

Il Municipio, nella sua risposta del 2017, ci ha comunicato che aspetterà la decisione del Gran Consiglio. Speriamo che venga accolta la proposta della commissione, e soprattutto che le soluzioni alternative rispettino le norme. Attenderemo fiduciosi! 

Locarno città della cultura e della spazzatura

comunicato stampa 4.06.2018

I Verdi del Locarnese esprimono la loro profonda delusione per la bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Locarno dell'emendamento al regolamento sulla tassa causale dei rifiuti, che chiedeva l’obbligo da parte degli organizzatori di manifestazioni su suolo pubblico di utilizzare stoviglie e bicchieri multiuso o compostabili. L’emendamento, se accettato, avrebbe evaso la mozione ecologista presentata nel 2014 ancora pendente.

 

Mentre a livello mondiale appare in tutta evidenza la problematica della plastica, mentre la Comunità Europea si sta muovendo verso il bando delle stoviglie e bicchieri usa e getta e in molti comuni della svizzera tedesca e francese (ad esempio Basilea Città, Berna Thun, Burgdorf, Ginevra, ecc.) è già in vigore il divieto di uso di stoviglie e bicchieri usa e getta non compostabili o lavabili, Locarno mostra in tal senso ancora poca voglia di cambiamento e poca coerenza con il marchio Città dell'Energia.

 

I sistemi di stoviglie e bicchieri multiuso funzionano bene, come dimostrato ai 5 punti di ristoro durante l’ultimo slow-up, dove sono stati distribuiti 4400 piatti, 3200 bicchieri, che invece di venire gettati al primo uso, sono stati lavati e saranno riutilizzati almeno altre 200 volte. Al contrario di quanto avvenuto a Locarno per la stessa manifestazione.

L’utilizzo di stoviglie multiuso permette di evitare tonnellate di rifiuti e di avere un ecobilancio nettamente migliore delle stoviglie usa e getta.

Oltretutto il consumo di plastiche (facilmente abbandonabili in questo tipo di manifestazioni) non fa che aumentare il problema della zanzara tigre e dell'inquinamento di fiumi, laghi e mari da microplastiche.

 

Recentemente, inoltre, è stata fondata in Ticino una start-up, che offre il noleggio di stoviglie multiuso e che il Comune avrebbe potuto sostenere adottando l'emendamento.

 

I Verdi del Locarnese ritengono che i soli auspici previsti nel regolamento e l'eventuale volontà da parte degli organizzatori di manifestazioni non bastino né garantiscano l'adozione di pratiche più sostenibili.

 

Nonostante la bocciatura i Verdi del Locarnese continueranno a perseguire questo obiettivo, per ridurre i rifiuti prodotti a Locarno e l’impatto ecologico di piccole e grandi manifestazioni. Essi invitano nel contempo i vari responsabili delle manifestazioni presenti sul territorio cittadino ad operare secondo criteri sensati e in armonia con la cultura che propongono e non con la spazzatura che lasciano.

 

Per ulteriori informazioni:

Matteo Buzzi, consigliere comunale I Verdi Locarno, 079 581 84 96

Pierluigi Zanchi, consigliere comunale I Verdi Locarno, 079 734 03 66

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Francesca Machado